Il Monferrato – Visal Aste Telematiche

Il Monferrato

Il Monferrato è una terra antica. Terra di storia e vini, borghi e colline, castelli e vallate, pievi e leggende. Il suo nome sarebbe legato alla mitica figura del marchese Aleramo, vissuto tra il 904 ed il 993, e a quella sua folle corsa a cavallo che diede inizio a tutto, durata tre giorni e tre notti per definire i confini di quella terra che sarebbe diventata sua, e che avrebbe poi chiamato Monferrato, dal mattone ( mòn in piemontese) che lo stesso Aleramo utilizzò per ferrare il cavallo che, durante l’interminabile cavalcata, fu privato d’un ferro ( fèr sempre in piemontese ).

La nascita di questa terra d’emozioni e poesia è dunque da imputarsi a colui che ne divenne il primo marchese, nel lontano 967, signore di questa porzione di Piemonte che proprio quest’anno festeggerà i suoi 1050 anni di storia.

 

Una ricorrenza che il Monferrato celebrerà con otto mesi d’eventi, che dal 23 marzo, giorno in cui il Marchese Aleramo lo istituì con Diploma Imperiale, all’11 di novembre, saranno una straordinaria vetrina pronta ad accogliere chi la sceglierà come mèta turistica e culturale. Città, borghi, castelli, vigneti, cantine, abbazie, santuari, musei, saranno sede di fiere, mostre ed eventi culturali che animeranno un anno particolare per una terra unica, dove perdersi e lasciarsi guidare dalle sue meraviglie e stupire dalle sue eccellenze.

E’ praticamente impossibile tracciare un itinerario del Monferrato. Contraddistinto da un intreccio di valli punteggiate da una miriade di borghi, dove i boschi s’alternano alle zone vitate, a quelle coltivate ed ai prati, più che esplorarlo con la cartina geografica in mano va scoperto lasciandosi guidare dalla curiosità e dalla voglia di vedere, conoscere e godere Monferrato che dalle terre del Nord, che giungono fino ai confini delle risaie, si spinge fino ad abbracciare Roero e Langhe, estendendosi fino ai confini della Liguria.Una terra con due capitali. Quella del nord, nell’estremo lembo settentrionale delle terre alessandrine, e quella situata nel centro delle terre monferrine, nel cuore dell’astigiano.

La prima, Casale Monferrato, è bagnata dal Po ed abbracciata dalle ultime propaggini collinari, alle soglie della grande pianura, a due passi dalla Lomellina. Terra d’arte, cultura e buona tavola, la città di Casale, spesso alla ribalta delle cronache nazionali per la vicenda legata allo stabilimento Eternit, propone un centro ricco di bellezze architettoniche, edifici civili e religiosi, piazze e portici che la rendono luogo di grande interesse storico, architettonico e culturale.

Il castello dei Paleologi, costruito nel 1352 da Giovanni II Paleologo e passato poi ai Gonzaga di Mantova, polo culturale della città circondato dall’antico fossato, la chiesa di Santa Caterina, capolavoro barocco dal pregevole interno caratterizzato dal gruppo scultoreo in marmi policromi raffiguranti la Vergine Assunta di Giovanni Battista Bernero, e le pareti ricche d’affreschi e decori, la torre civica, l’edificio più alto della città, eretta nell’ XI secolo, la cattedrale di Sant’Evasio, in stile romanico lombardo, dalla facciata a capanna asimmetrica e incorniciata da due campanili laterali, e la sinagoga di vicolo Olper, risalente al 1595, dal ricco interno caratterizzato dalla massiccia presenza di stucchi d’oro, sono solo una parte dei tanti tesori della città, che all’arte ed alla cultura unisce un’importante tradizione enogastronomica, con i suoi grandi vini, i salumi, tra cui la muletta casalese, i dolci, con i tipici biscotti krumiri, ed i piatti della tradizione, tra cui i bolliti, i funghi ed i tartufi.

 

La seconda capitale è Asti, cuore geografico del Piemonte, città dalle grandi tradizioni e dalla grande vivacità culturale. Importante la sua tradizione enogastronomica celebrata in numerose fiere annuali. Il Palio di settembre è la sua principale vetrina, che rimanda agli antichi fasti medioevali di una delle città più suggestive e ricche di tradizioni d’Italia. Asti è da percorrere a piedi senza perdersene alcun dettaglio. Corso Vittorio Alfieri è il suo cuore pulsante, animato da antiche botteghe e negozi alla moda, principale arteria del centro da dove partono gli itinerari alla scoperta del cuore storico dove imperdibili sono la Collegiata di San Secondo, eretta tra il VII e il IX secolo, dall’interno a tre navate con interessanti capitelli decorati, resti d’affreschi medioevali e l’altare barocco, la Cattedrale di Santa Maria Assunta, la più grande della regione, splendido esempio d’arte gotica, il complesso di San Pietro in Consavia, che tra il XII e la fine del XVIII secolo fu sede dell’Ordine dei Cavalieri di Malta, Palazzo Alfieri, dove nacque Vittorio Alfieri, protagonista della letteratura italiana del Settecento, e le torri De Regibus, Troyana e Rossa sono solo una parte del ricchissimo patrimonio architettonico della città.

Cuore di Asti è piazza Alfieri, con i suoi movimentati portici, punto d’incontro delle tante anime della città, dove si corre il Palio. Da non perdere una sosta in uno dei tanti ristoranti della città dove assaporare un buon fritto misto alla monferrina, piatto classico della cucina locale, tra frattaglie, petto di pollo, funghi porcini, melanzane, zucchine, semolino, mele e amaretti, impanati nel pangrattato e fritti nell’olio, piatto da accompagnare con un buon vino bianco giovane o un rosso lievemente frizzante.

Al Monferrato delle sue capitali si contrappone quello delle colline e dei vigneti, dei borghi e dei castelli, delle pievi e dei santuari. La zona prossima alla collina torinese, terra del Freisa, il vino rosso tipico di questa parte del Piemonte, propone Moncucco, borgo di confine dominato dal castello sede del Museo del Gesso, Castelnuovo Don Bosco con il colle omonimo, terra natìa del principale santo del Piemonte, Vezzolano, con la splendida abbazia, imperdibile gioiello romanico, Albugnano, immerso tra i vigneti, che con i suoi 549 metri d’altitudine è definito il “balcone del Monferrato”, Cocconato, arroccato su di un colle, da vedere in occasione del suggestivo Palio degli Asini o delle sue fiere gastronomiche, borgo della delicata robiola, formaggio molle dal gusto dolce e lievemente acido, e Montiglio, con il suo bel castello e la preziosa pieve romanica di San Lorenzo, e sede dell’autunnale fiera del tartufo.

La zona più prossima alla pianura Padana, la terra dell’estremo nord, è invece costellata di straordinari castelli. Da quello di Gabiano, tra i più antichi e belli del Piemonte, con le sue cantine storiche ed il bel parco con il labirinto, in posizione dominante sulle risaie, a quello di Camino, considerato uno dei castelli più belli d’Italia, con lo splendido salone, il balcone in pietra di stile barocco, poi arredi e dipinti. Sempre nella zona il fiabesco castello di Cereseto, a due passi dalla vivace Moncalvo, cittadina celebre per l’importante fiera del tartufo, la fiera del bue grasso e la sagra del bollito, terra amata dal pittore Guglielmo Caccia, considerato il “Raffaello del Monferrato”, con vista sul Sacro Monte di Crea inserito nell’elenco dei patrimoni mondiali dell’umanità dall’UNESCO.

Ci sono poi le terre tra astigiano e alessandrino, quelle dei centri di Ottiglio, pittoresco borgo presepio immerso nella natura, Grazzano Badoglio, terra del maresciallo d’Italia, Casorzo, tra i vigneti della dolce Malvasia, Calliano, dove assaggiare assolutamente gli agnolotti d’asino, Vignale, terra della bagna caoda, Montemagno, con il suo merlato castello medioevale, ma anche la sua bella chiesa parrocchiale dal bel colonnato, e Castagnole, anch’esso immerso nei vigneti, terra del Ruchè, il vino rosso di queste terre celebrato in una rinomata fiera annuale.

 

Quelle di Montechiaro e Cortazzone sono invece due tra le pievi romaniche più belle. La prima, quella di San Nazario e Celso, è situata in splendida posizione a due chilometri dall’abitato, circondata da suggestive distese prative. La seconda sorge invece sulla collina del Mongiglietto, a tre navate terminanti tutte con un abside semicircolare dai ricchi elementi geometrici, tra fregi, fogliami, viticci e capitelli scolpiti.

Canelli, Nizza e Costigliole sono invece le terre del profondo sud dell’astigiano. La prima, sede dello storico Assedio, è terra di produzione del moscato e dello spumante, tra le capitali mondiali del vino. Coppo, Tosti, Contratto, Bosca e Gancia sono solo alcune delle grandi storiche aziende della città, monumenti alla cultura vitivinicola, con le loro straordinarie cantine sotterranee, autentiche cattedrali ipogee che si estendono nel ventre della città, dove milioni di bottiglie vengono lasciate fermentare. La seconda è invece terra del cardo gobbo e della storica corsa delle botti, che ogni anno riporta Nizza ai tempi in cui i garzoni di bottega consegnavano i fusti facendoli rotolare per le vie della città. Poi Costigliole con il suo imponente castello dei conti Verasis-Asinari, dalle enormi torri.